Le vigne nella stretta del gelo primaverile

Chi è nel mondo del vino conosce il fenomeno famoso nella Borgogna e nella zona della Champagne. Nei mesi invernali i vignaioli accendono dei falò nei vigneti per scongiurare il rischio gelate. Ebbene, con questo clima impazzito degli ultimi 10 giorni queste pratiche sono arrivate anche da noi. Prima la zona di Dolegna de Collio in Friuli Venezia Giulia, poi l’Alto Adige, l’Italia del Nord è a rischio. Con la discesa delle temperature i vignaioli hanno acceso centinaia di lanterne tra le vigne per scongiurare il congelamento dei grappoli appena germogliati. Era da oltre 30 anni che a Maggio non si verificavano temperature così basse. Le gelate primaverili hanno creato ingenti danni e alcuni sono riusciti a intervenire tempestivamente per scongiurarne di ulteriori. Le immagini sono molto suggestive e hanno anche un qualcosa di affascinante. Meno affascinante è però la condizione che ne ha creato le premesse e si tratta di fenomeni che sono deleteri per chi dedica la propria vita all’agricoltura. I fuochi quando sono accesi necessitano di essere monitorati onde evitare incendi. Si tratta di un lavoro molto faticoso. Fino ad ora è difficile quantificare i danni ma già si parla del 20%/30% della produzione distrutta. Ad essere colpite sono state specialmente le varietà più precoci come Glera, Chardonnay e Pinot Grigio.

Da ora in avanti le temperature dovrebbero tornare a salire. Tutti sperano vivamente in un ritorno di un clima più idoneo per la stagione attuale che permetta di portare a termine, con successo, il raccolto coronando tutti gli sforzi e i sacrifici di chi si dedica con passione a questo lavoro.

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