MARCO DE BARTOLI

PASSIONE E OSTINAZIONE, LA RICETTA GIUSTA PER VINI STRAORDINARI

La settimana scorsa, in vacanza in Sicilia, non abbiamo perso l’occasione per una visita presso l’Azienda Agricola Marco De Bartoli. Cantina e vigneti si trovano in località Samperi a Marsala. L’azienda ha, poi, altri vigneti e un’altra cantina sull’isola di Pantelleria dove si coltivano e trasformano uve Moscato d’Alessandria (Zibibbo).

UN PO’ DI STORIA Quella di Marco De Bartoli, scomparso qualche anno fa, è una storia di ostinazione, visione e sperimentazione che ha portato alla rinascita del Marsala. Una vera e propria rivoluzione, fatta a volte, anche contro chi aveva ormai ridotto il famoso vino di un tempo a una bevanda aromatizzata e standardizzata.

Marco De Bartoli proveniva da due famiglie famose nel mondo del vino: Pellegrino e Mirabella (ormai la seconda non esiste più). Negli anni ’70, con una qualifica come agronomo, Marco riapre la proprietà di famiglia a Samperi con annessa vigna. C’è da ricordare che a quei tempi chi produceva Marsala comprava, nella maggior parte dei casi, il vino base e poi lo trasformava. De Bartoli inizia da un vino che era tradizionale in Sicilia e veniva prodotto nelle case per uso personale: il Perpetuo, un vino non fortificato, prodotto con metodo Solera, in ossidazione, in botti scolme. A metà degli anni ’80 sempre più in disaccordo con la mercificazione che ne era stata fatta fino ad allora, Marco si dedica al Marsala, credendo fin da subito nelle potenziaità del Grillo e andando contro le usanze del tempo che vedevano impiegati vitigni quale il Catarratto e l’Inzolia. Si trattava, e si tratta, di un’uva meno produttiva rispetto alle altre due e quindi capace di darè una qualità maggiore. De Bartoli considerava il Grillo in Sicilia come lo Chardonnay in Borgogna e si dedicò anche alla vinificazione in purezza creando vini freschi e capaci di invecchiamento. In quegli anni replica lo stesso discorso anche con il Moscato di Alessandria, sbarcando su Pantelleria e vinificando l’uva sia in versione passita che secca. Da agronomo, capì infatti, che a seconda dell’esposizione e quindi della maturazione non era possibile produrre passito dappertuto ma le carateristiche, ad esempio, dei vigneti esposti a nord est e ad una certa altitudine permettevano la vinificazione per ottenere un prodotto fresco e dalla pronta beva.

L’AZIENDA OGGI Dopo la scomparsa di Marco De Bartoli il timone dell’azienda è passato in mano ai suoi tre figli, Sebastiano, Renato e Josephine che proseguono il percorso intrapreso dal padre con una conduzione naturale, senza compromessi e senza il ricorso a sostanze chimiche sia in vigna che in cantina. A Marsala i vigneti di proprietà sono 12 tutti coltivati a Grillo. Ci sono poi altri 4 ettari verso Mazara del Vallo di cui 2 dedicati al Catarratto bianco lucido e 2 al Pignatello (Perricone). Sull’isola di Pantelleria gli ettari vitati sono circa 8.

Le uve sono raccolte manualmente e ricevono una doppia selezione. La prima in vigna e la seconda in cantina, eliminando gli acini non perfetti. A seconda del vino, poi, le lavorazioni sono diverse. Il grillo passa attraverso la pressa pneumatica, per fermentare in acciaio e successivamente riposare in botti di legno per circa 1 anno. La linea integer, sia per il grillo che per lo Zibibbo, fermenta invece in anfore di terracotta e successivamente le bucce sono lasciate in macerazione per 2/3 mesi. Una volta separate dal vino, questo resta in anfora per altri 8/10 mesi dove decanta naturalmente e poi viene imbottigliato senza aggiunta di solforosa. Per il Marsala si lavora senza controllo delle temperature. A seconda delle varie tipologie le fermentazioni sono diverse. Ad esempio, il 5 anni (Vigna la miccia) fa una prima fermentazione in acciaio, poi vengono aggiunta la mistella e l’alcol e successivamente inizia l’invecchiamento. Per il Marsala gli anni di invecchiamento si contano a partire da dopo la fortificazione. Una caratteristica dei Marsala Riserva di De Bartoli è che non viene aggiunto mosto cotto ma solo mosto fresco. Per il Perpetuo, il vino di punta dell’azienda si usa il metodo Solera. L’invecchiamento minimo è di 15 anni. Da qualche anno, poi, l’azienda si dedica anche alla produzione (molto limitata) di uno spumante metodo classico a base Grillo.

VINI DEGUSTATI Al termine della visita, siamo arrivati nella sala degustazione, dove, abbiamo potuto finalmente assaggiare qualche vino. Le varie spiegazioni ricevute durante il giro hanno reso ancor più affascinante questo momento. Poter constatare il frutto finale del duro lavoro svolto in vigna e cantina.

In assaggio abbiamo degustato 3 vini provenienti da Marsala e 2 da Pantelleria. A parte i vitigni, a rendere unici e differenti queti vini è anche e soprattutto il terroir compreso il suolo e sottosuolo. Nella foto sopra si possono notare i due differenti tipi di terreni. In localià Samperi prevale un suolo di origine alluvionale ricco di sedimenti marini. A Pantelleria, invece, la caratteristica principale è il suolo di origine vulcanica ricco di minerali.

ZIBIBBO PIETRANERA 2018. Moscato D’Alessandria 100%. Frutto di una viticoltura che si può definire eroica su terreni collinari terrazzati, con impianti ad alberello. Giallo Paglierino scarico. Al naso esprime tutti i sentori aromatici tipici del vitigno. AL sorso è fresco e leggiadro. Chiude e persiste con una leggera nota amarognola.

GRAPPOLI DEL GRILLO 2017. Grillo 100%. Nato da un’annata molto calda, ci si è dovuti affrettare per la vendemmia. Di un colore giallo paglierino carico. Fiori freschi e frutta a polpa bianca. Freschissimo e sapido. Si tratta di un vino giovanissimo che può evolvere in bottiglia anche 10 anni. Ad oggi gioca il suo fascino sulle durezze. In degustazione assaggiato anche il 2014 che dimostra come il tempo accentui i sentori erbacei e regali una beva più morbida.

CURIOSITA’: Il nome deriva dal fatto che al tempo non era scontato vinificare il Grillo in purezza per creare vini freschi e quindi De Bartoli ha aggiunto la specifica “Grappoli” per far capire che si trattava di quello specifico vitigno.

VECCHIO SAMPERI. Grillo 100%. Giallo dorato. Intenso e complesso con richiami ai fichi essiccati al sole, alla frutta candita e alla confettura. Richiami balsamici. Ad ogni olfazione si può scoprire un nuovo sentore. Continua al naso con note dolciastre di spezie che fanno pensare che si sta per bere un vino dolce. In reatà parliamo di un vino con residuo zuccheriono sotto i 10gr/litro. In bocca è secco, strutturato e piacevolmente morbido. Lunghissimo il finale che sempra interminabile e lascia un retronasale leggermente minerale. Capiamo dopo l’assaggio perchè il Vecchio Samperi abbia raggiunto una fama mondiale.

MARSALA 10 ANNI SUPERIORE. Grillo 100%. Giallo ambra. Al naso predominano sentori di frutta secca (noci, mandorle e nocciole) ed essiccata. Speziato. In bocca è caldo e morbido e restituisce tutti i sentori promessi nella fase olfattiva. Molto persistente.

BUKKURAM “PADRE DELLA VIGNA” 2012. Moscato D’Alessandria 100%. Ottenuto facendo appassire il 50% delle uve e fermentandole successivamente nel mosto dell’altro 50%. E’ prodotto solo nelle annate migliori. Giallo ambra, brillante e consistente. Note di uva passa, agrumi canditi e miele. Il sorso è caldo, morbido e strutturato e lascia in bocca le note si uva appassita al sole per lunghissimo tempo. La sua dolcezza accarezza il palato senza mai eccedere. Estremamente armonico.

Terminata la degustazione restiamo con la felicità di aver visitato e l’azienda e scoperto di più sulla sua conduzione. E’ stata un’esperienza fantastica che ci ha permesso di capire non solo come viene prodotto un vino ma anche che solo grazie alla visione, all’ostinazione, alla convinzione di fare una cosa giusta e soprattutto alla passione si posso ottenere risultati straordinari.

Un ringraziamento particolare va a Giuseppina che per 2 ore ci ha svelato i segreti dell’azienda agricola Marco De Bartoli e pazientemente guidato alla scoperta dei suoi vini. Grazie ancora!

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