L’UVA DI TROIA

L’uva di Troia, conosciuta più comunemente come Nero di Troia è un vitigno antichissimo e autoctono pugliese.

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UN PO’ DI STORIA L’uva di Troia, più comunemente conosciuta come Nero di Troia, è un vitigno a bacca nera autoctono della Puglia. L’ipotesi più accreditata sulla sua origine suggerisce che derivi dalla città greca di Troia. Durante il periodo della Magna Grecia, intorno al 700 a.C., i coloni ellenici sbarcarono in Puglia fondando una cittadina con il nome anch’essa di Troia (nell’attuale provincia di Foggia). Una Leggenda vuole che fu Diomede , dopo la fine della guerra di Troia, ad attraccare sulla costa Pugliese portando con se dei tralci di vite. Esiste anche un’altra ipotesi che vede legata l’origine questo vitigno alla citta albanese di Cruja.

Il primo documento storico esistente risale all’epoca di Federico II di Svevia e parla di un “vino corposo di Troia” bevuto presso la corte dell’Imperatore.

Nel secondo dopoguerra questo vitigno veniva utilizzato principalmente per vini da taglio e dopo gli anni ’70 ha subito un calo drastico della coltivazione. E’ a partire dagli anni 2000 che ha cominciato a ridestare l’attenzione aumentando esponenzialmente la propria superficie vitata e ad essere utilizzato in purezza con un’attenzione crescente per la qualità.

L’UVA DI TROIA OGGI Ad oggi il Nero di Trioa è il terzo vitigno più coltivato in Puglia dopo Primitivo e Negroamaro. E’ diffuso principalmente nella parte settentrionale della regione nelle province di Barletta-Andria-Trani, Foggia e la zona a nord di Bari. Uno dei paesi più famosi per la sua coltivazione è Castel del Monte.

Si tratta di un vitigno tardivo di non facile gestione, molto esigente nei confronti dell’illuminazione e della temperatura. Estremamente tannico, ma meno ricco di acidità e antociani (pigmento), anche se quest’ultimi sono di elevata qualità e proteggono il vino ancor di più contro i processi ossidativi. I vini che se ne ottengono sono generalmente morbidi, abbastanza freschi e corposi. Il corredo di profumi è floreale e fruttato su note di violetta e mirtillo. Con l’elevamento in barrique il bouquet si amplia arrivando alla frutta matura, al pepe nero e al tabacco.

Le denominzioni di riferimento per l’uva di Troia sono la DOCG Castel Del Monte Nero di Troia Riserva e le DOC Castel del Monte, Barletta, San Severo e Cacc’e e’ Mmitte di Lucera.

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