LA TINTILIA DEL MOLISE

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La Tintilia è un vitigno a bacca nera autoctono del Molise.

UN PO’ DI STORIA Come per molti altri vitigni anche sulle origini della Tintilia ci sono più teorie. Secondo alcuni è un vitigno di derivazione Spagnola. A supporto di questa tesi si cita proprio il nome che sembrerebbe derivare dal termine spagnolo “Tinto” che vuol dire rosso e una leggenda molto avvincente. Questo vitigno, sarebbe arrivato dalla Spagna alla Sicilia e, poi, in Molise per amore. Il primogenito del conte Carafa, di origini napoletane si inamorò di una figlia di un lougotenente dei Borboni di origine spagnola. I due decidono di sposarsi e, come usanza dei tempi, la sposa porta in dote del vino dalla sua terra per la festa nuziale. Quel vino era delizioso, rosso impenetrabile, intenso. Tutti i commensali rimasero ammaliati. Successivamente, purtroppo, la sposa si ammala e il nobile Carafa, cercando di alleviare il suo dolore, commissiona l’acquisto di alcune piante del vitigno all’origine del vino degustato durante il banchetto di nozze. Le mare sono impiantate in un’area compresa tra i comuni di Mirabello e Gildone e ciò costituì la prima vigna di Tintilia.

La teoria più accreditata vuole la sua introduzione in Molise intorno al secondo ‘700 durante la dominazione spagnola dei Borboni.

La Tintilia è stato anche considerato per anni un clone del Bovale grande sardo ma uno studio sul DNA dell’Università del Molise ne ha escluso ogni parentela con altri vitigni.

Il primo documento ufficiale che parla della Tintilia risale al 1810 ed è rappresentato da una memoria di Raffaele Pepe dove la Tintilia, o Tintiglia, è anche chiamata Tenturier d’Espagne.

Nel 1884, un censimento del Ministero dell’Agricoltura, lo indicava come il vitigno più diffuso in Molise.

Nel secondo dopoguerra in Molise si verificò un abbandono graduale della viticoltura e La Tintilia venne sostituita in larga maggioranza da vitigni più produttivi come Montepulciano e Trebbiano, originari del vicino Abruzzo. Fu solo ad opera di Giuseppe Mogavero, nel 1975, che questo vitigno venne “ri”scoperto. Mogavero, avviò un’azienda vitivinicola dedicando la maggior parte della produzione alla Tintilia del Molise tanto da essere considerato lo scopritore del vitigno e vero padre della DOC ottenuta successivamente nel 2011.

LA TINTILIA OGGI Ad oggi, la Tintilia è un vitigno di punta della produzione Molisana e la sua coltivazione occupa vaste aree delle province di Campobasso e Isernia. Grazie alla DOC, molti produttori si continuano a dedicare a questo vitigno prediligendo produzioni di qualità, con vecchie viti e basse rese. Il Tintilia del Molise DOC, vino ottenuto dall’omonimo vitigno, deve contenere, per il disciplinare almeno il 95% di Tintilia. Il restante 5% può essere rappresentato da altri vitigni non aromatici coltivati sempre nelle province di Campobasso e Isernia.

La DOC prevede, poi, le varianti Rosato, Rosso e Rosso Riserva.

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