TOCCO D’ITALY

Qualche sera fà, durante l’evento Vino&Cultura organizzato da @officinadelvento ho avuto l’opportunità di conoscere questa piccola realtà agricola situata nel cuore dell’Abruzzo, a Tocco da Casauria, e incastonata tra i Monti Morrone e Majella. Lì ho conosciuto Francesco di Gregorio che pochi anni fà, insieme al suo socio Andrea Calloni, ha deciso di dare vita a Tocco d’Italy con lo scopo di portare sulle nostre tavole prodotti enogastronomici di eccellenza.

Partiti con la sola produzione di Olio extra vergine di Oliva da cutivar Toccolana, successivamente Andrea e Francesco decidono di impiantare 5ht di vitigni puntando su Montepulciano D’Abruzzo, Trebbiano e pecorino e affidando la conduzione e la vinificazione ad Antonio Santini, giovane agronomo e collaboratore di Slow Wine.

La direzione è stata chiara fin dall’inizio, con un categorico rifiuto dei prodotti chimici e additivi e il focus sul rispetto della natura e dei suoi cicli. Tutto quello che si voleva produrre era semplicemente un vino naturale. Ultimamente questo termine è di moda e come tale un po’ abusato ma in questo caso decisamente adeguato. Partendo da uve sane ottenute con l’impiego esclusivo di rame e zolfo in vigna, in cantina si è più spettatori che attori con fermentazioni spontanee, nessuna filtrazione o chiarifica e l’aggiunta minima di SO2.

La cantina è equipaggiata con piccole botti in acciaio e due vasche di cemento a forma di tulipe. Tutti i vini, dopo la fermentazione alcolica e quella malolattica, sono lasciati nelle vasche per favorire una naturale decantazione e un’adeguata maturazione. A maggio, il vino è messo in bottiglia dove affronta un ulteriore periodo di affinamento.

Il risultato sono vini immediati, beverini che riescono ad esprimere con chiarezza il territorio di appartenenza. Di questo territorio ne portano perfino il nome, MORMAJ, che deriva dalle iniziali di MORrone e MAJella.

Passiamo alla degustazione.

MORMAJ PECORINO 2018. Macerato sulle bucce. La durata dipende dall’andamento della macerazione stessa in base alla quantità di tannino ceduto. Di colore giallo paglierino intenso e brillante. Al naso si evincono i sentori classici del Pecorino con fiori e frutta gialla, buccia di pompelmo, salvia e rosmarino. Il sorso è freschissimo e sapido. Finale lunghissimo e pulito. Nel retronasale riecheggia la nota amarognola del pompelmo. Un vino da berne a litri, in una calda sera d’estate. Ogni sorso invoglia al successivo, senza mai stancare.

MORMAJ TREBBIANO 2018. Breve macerazione come il Pecorino. Di colore giallo paglierino scarico. Fiori e frutta bianca. Tiglio, mela e pesca. In bocca è fresco e diretto. Esprime tutta la sua naturalità con accenni aggressivi dovuti al prolungato contatto con le feccie fini. Bevuto dopo circa 20 minuti dall’apertura risulta pulito. Un vino a tutto pasto da addomesticare pian piano 🙂

MORMAJ MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOC 2018. Rosso rubino impenetrabile. Al naso si esprime su note di rosa rossa, ciliegia, amarena e accenni di sottobosco. Il sorso è avvolgente con una buona acidità sostenuta da un giusto corpo. Un vino che ammalia e seduce. Buono con “Polpette cacio e ovo” ma soprattutto con arrosticini o agnello alla brace.

Come detto in apertura, non conoscevo questa cantina ma mi ha colpito con tutti i suoi vini. Più di tutti mi è piaciuto il pecorino. L’ho trovato davvero un vino di territorio (come anche gli altri) che riesce a esprimere i tratti tipici del vitigno senza mai scendere nell’ovvietà. Una rarità rispetto molti vini in commercio dello stesso vitigno.

Complimenti a Francesco ed Andrea per la realtà che sono riusciti a creare ed ad Antonio, per la passione, dedizione ed energia che mette nel suo lavoro.

Grazie a Officina del Vento per la splendida serata.

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