ERBAMAT

Source: web

Vitigno a bacca bianca autoctono della Lombardia e prescisamente dell’area del Bresciano. E’ un vitigno molto antico che è sempre stato coltivato nella zona compresa tra il lago di Garda e la Franciacorta. I primi documenti che ne testimoniano l’esistenza risalgono al 1550: Agostino Gallo lo cita nel suo lavoro “Venti giornate della vera Agricoltura. Successivamente, nel 1897, Solistro parla di Albamatto o Erbamatto e lo descrive come uno dei migliori vitigni dell’area del Garda. Come è successo molto spesso in passato, poi, con il tempo la sua coltivazione è stata progressivamente abbandonata a favore di altre varietà fino a rischiare l’estinzione.

Si tratta di un’uva di colorazione verdolina con maturazione tardiva , profumi delicati e acidità notevole con elevata presenza di acido tartarico e malico. E sono state proprio queste caratteristiche a salvarla. Uno dei primi a riscoprirla è stato un produttore del Lago di Garda, Gianfranco Comincioli, che ha proposto un vino risultato di un blend tra Trebbiano ed Erbamat. Ma è stata la Franciacorta, con le sue pecularietà ed esigenze a pensare e e sperimentare questo vitigno affiancandolo ai tipici Chardonnay e Pinot Nero.

Il cambiamento climatico, infatti, ha portato ad una anticipazione delle vendemmie che su vitigni a maturazione precoce come gli ultimi due porta ad un abbassamento dell’acidità e arricchimento del grado zuccherino. Tutto ciò non giova alla produzione di vino spumante che ha bisogno di vini base con PH basso. E in questo senso l’Erbamat arriva in soccorso. Possiede un ciclo vegetativo rallentato e quindi, come già detto, una maturazione posticipata, una limitata propensione all’accumulo di zuccheri e tanta acidità.

Nel 2017 il disciplinare del Franciacorta DOCG è cambiato, inserendolo e prevedendo una presenza massima del 10% nelle tipologie Franciacorta e Franciacorta Rosè. Non è previsto al momento, invece, il suo impiego nella tipologia Saten.

Ad oggi sono ancora in pochi che hanno già creduto al suo valore intrinseco e si trovano già alcuni spumanti Metodo Classico con il vitigno in purezza. Ma nel futuro è prevedibile una sua crescita esponenziale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.