IL PICOLIT

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Il Picolit è un vitigno a bacca bianca autoctono del Friuli Venezia Giulia. Il nome potrebbe derivare dalla dimensione ridotta degli acini o anche dal piccolo peduncolo.

UN PO’ DI STORIA Di origine incerta. Si pensa che possa essersi originato da una vite selvatica. Ciò che è certo è che era già famoso ai tempi della Roma Imperiale e coltivato dagli antichi Romani. E’ stato apprezzatissimo tra Papi, Re, Imperatori e Zar. A un certo punto ha rischiato l’attenzione ma intorno alla metà del 1700 il Conte Carlo Asquini di Fagagna (UD), grande appassionato del vitigno ne perfezionò dapprima le tecniche colturali ed enologiche e successivamente lo promosse nelle migliori piazze facendolo apprezzare in Austria, a Londra, Milano e Parigi. Agli inizi del 1800 fu spedito perfino in America. Il sua grande successo, lo mise al centro anche di numerosi tentativi di contraffazione e in pochi anni il suo prezzo arrivò a circa 40 volte il suo valore iniziale. Tra i suoi estimatori più importanti troviamo anche Carlo Goldoni. Nel XIX secolo ha rischiato nuovamente di scomparire a causa della peronospera e ancor più del periodo fillosserico ma nel 1900 ha avuto una rinascita culminata con il riconoscimento della DOC nel 1970 e della DOCGPicolit Colli Orientali del Friuli nel 2006.

CARATTERISTICHE Il Picolit ha un grappolo spargolo dovuto all’aborto floreale. Ciò vuol dire che ogni grappolo produce pochi acini. Essi sono di dimensione ridotta, con buccia pruinosa e di colorazione verdognola tendente al dorato. La polpa è dolce con aromi intensi. La sua carattestica è una maturazione tardiva tra fine settembre e inizi ottobre.

IL PICOLIT OGGI Può essere considerato una gemma enologica del Friuli Venezia Giulia. La sua coltivazione è limitata principalmente al Collio Goriziano e alle colline in provincia di Udine, con un’area di eccellenza a Rosazzo e la sua produzione è limitatissima. Si contano appena 500 ettolitri annui. Come mi disse una volta un produttore: “per ottenere una bottiglia da 500ml è necessario un intero filare”.

Le migliori espressioni dei vini sono quelle vinificate in purezza e nella versione dolce (che rappresenta la quasi totalità della produzione). I vini hanno un colore generalmente giallo dorato. Al naso prevale la frutta matura ed essiccata come fichi e datteri, il miele e le erbe aromatiche come il timo e il rosmarino. In bocca il vino è pastoso, dolce e avvolgente. Il tenore zuccherino elevato fa si che molto spesso si arrivi facilmente a 16 gradi di tenore alcolico e può essere utilizzato come vino da dessert anche da meditazione, come lo definì Veronelli.

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