VINI BOSSANOVA

Arrivando a Controguerra colpisce l’ordine delle vigne e la scelta minuziosa degli appezzamenti in base alle esposizioni. Ai vigneti, si alternano, oliveti, frutteti, piccole aree boschive. Un senso di pace e rilassatezza mi pervade. Imboccando una piccola strada secondaria, dopo meno di un chilomentro arriviamo davanti a un cancello con il numero civico 87. Ci siamo. Entriamo. Ad Aspettarci Nat Colantonio, fondatore insieme ad Andrea Quaglia di una nuova e piccola realtà vitivinicola. Nat è sorridente e ci accoglie a braccia aperte come se ci conoscesse da sempre. Ci conduce subito in cantina dove Andrea, tra un travaso di Trebbiano e una misurazione del grado zuccherino al Montepulciano ancora in fermentazione, ci saluta e stringe la mano.

Nat ed Andrea hanno dato vita a vini Bossanova nel 2018. Si sono conosciuti in un pub l’anno precedente. Andrea, musicista ed esperto di marketing online, Nat responsabile commerciale per conto di diverse multinazionali nel corso degli ultimi 16 anni, si raccontano i sogni reciproci. Nat vuole fare un suo vino per il consumo personale, Andrea dice che ha una cantina e dei vitigni ai quali momentaneamente non si dedica. E parte la scintilla. Qualche mese dopo, registrano il loro marchio, vendemmiano e imbottigliano i primi vini, annata 2018. Nel frattempo, rinnovano la cantina, le botti di cemento vetrificato e fanno assaggiare il vino a Michele Lorenzetti, consulente, vignaiolo ed esperto di biodinamica. Il vino piace e parte la collaborazione. Da subito si lavora in vigna. La conduzione è esclusivamente in biodinamica, convinti che sia l’unica soluzione per ottenere un vino vero e rispettare il territorio consegnando un giorno una terra sana ai propri figli. Nat e Andrea hanno le idee chiare e non sono disponibili a compromessi. La chimica è bandita e in cantina i vini non subiscono trattamenti se non una minima aggiunta di solforosa. Tutti i processi sono manuali.

Visitando i vigneti Nat ci spiega che ad oggi l’azienda conta 1,6 ettari con viti di circa 50 anni di montepulciano e trebbiano. Su un altro terreno di circa 1 ettaro sono appena state impiantate nuove barbatelle, altri 2 ettari sono stati già scelti per essere presi in affitto. Il loro obiettivo è di arrivare a 10 ettari nel giro di qualche anno.

In vigna il lavoro è meticoloso con potature corte e rese molto basse. Non si arriva ai 70 qt/ht. Nat ci spiega che quest’anno la vigna è stata molto generosa ma una grandinata a fine giugno ha rovinato circa il 30% della produzione.

Ci spostiamo nella sala degustazione, arredata con cura e che esprime al massimo la passione di Andrea per la musica. Andrea e Nat ci spiegano che al momento producono tre vini: Trebbiano, Cerasuolo e Montepulciano. Dall’anno prossimo hanno in mente di produrre un ulteriore Montepulciano d’Abruzzo da una parte di vigneto, che i francesi definirebbero “cru”, dal quale si aspettano grandi capacità di maturazione e affinamento.

Sulla tavola imbandita con “pane e mortazza” i vini ci aspettano. L’ospitalità grandiosa si vede da questi piccoli gesti. Siamo impazienti di assaggiare. Passiamo dal trebbiano al cerasuolo per arrivare al montepulciano. I vini sono strepitosi con una perfetta corrispondenza naso-bocca. Il montepulciano esprime al massimo le tipicità varietali. Facciamo il bis, poi il tris. D’altronde, al di là delle descrizioni tecniche, questo rimane il miglior modo di comunicare che il vino ci è piaciuto davvero ;).

TREBBIANO 2018. Giallo paglierino carico. Al naso esprime note intense di fiori e frutta a polpa gialla. In sequenza arrivano camomilla, pesca e salvia. Il sorso è avvolgente con buona consistenza sostenuta da freschezza e sapidità. Un grande vino!

CERASUOLO 2018. Note floreali delicate e piccola frutta rossa, Ribes e marasca in primis. Regala una buona acidità che rinfresca la bocca e la pulisce. Ottima persistenza. Staresti ore a berne a litri, stuzzicando salumi e parlando con gli amici.

MONTEPULCIANO 2018. Rosso rubino impenetrabile. Il naso è stuzzicato da tutti i sentori tipici del vitigno. In successione rosa rossa, amarena, pepe nero. Ricorda un Syrah per la forte nota speziata che persiste nel retronasale. Un vino unico. Ad oggi una delle migliori espressioni di Montepulciano che abbia mai assaggiato.

La visita, purtoppo, volge al termine. Salutiamo Andrea e Nat ringraziandoli della loro ospitalità e ce ne andiamo consapevoli, date le premesse della prima annata prodotta 2018, che nei prossimi anni sentiremo spesso parlare di loro e dei loro vini. A presto.

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