LA NOSIOLA

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La Nosiola è un vitigno a bacca bianca autoctono del Trentino. L’origine del nome è incerta e sembra derivi dalle caratteristiche del vino che se ne ottiene con un aroma spiccato di nocciola. Un altra ipotesi fa riferimento sempre alle nocciole ma mettendo al centro il colore di esse che sarebbe lo stesso degli acini di Nosiola quando l’uva giunge a maturazione. Altra ipotesi parte da un soprannome antico del vitigno “uva dall’occhio bianco” da cui, poi, deriverebbe la parola dialettale “ociolet” e, poi, attraverso mutazioni della fonetica si arriverebbe a Noisolet.

UN PO’ DI STORIA Coltivato in Trentino fin da tempi remoti come uva per un vino casalingo da bere la sera dopo le fatiche del lavoro nei campi. Si pensa che sia presente in questo territorio sin dal 1500 e i primi documenti ufficiali che la citano risalgono al 1800. Come è successo per molti altri vitigni, la Nosiola, un tempo coltivata in tutta la regione, ha progressivamente visto ridurre la sua superficie vitata ed è arrivata ad oggi solo grazie a qualche vignaiolo che con passione e perseveranza ha creduto nelle sue potenzialità.

Ai giorni nostri, la Nosiola è coltivata solo in poche aree di Toblino, nella Valle dei Laghi e sulle colline di Sorni, Pressano e Lavis.

CARATTERISTICHE La Nosiola predilige i terreni poco fertili e collinari e le aree soleggiate e ventilate. E’ un vitigno a maturazione tardiva non molto produttivo. Produce grappoli di media grandezza e compatti. Anche gli acini hanno una grandezza nella norma e possiedono una buccia abbastanza pruinosa e sottile con una colozione giallo verdastro.

I vini che se ne ottengono sono in genere di colore giallo paglierino con riflessi verdolini ed emanano note floreali e fruttate con un caratteristico sentore di nocciola. Al sorso sono freschi, fruttati e molto beverini.

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