PODERE SAN BIAGIO

Avevo provato ad andare in cantina più volte ma per vari motivi avevo dovuto sempre rimandare. E finalmente l’occasione giusta è arrivata. Evento Back to the Wine, Faenza. Padiglione L, stand 146. Arrivo fresco e baldanzoso. Jacopo, proprietario e vignaiolo non c’è. Domando dove sia e mi sento rispondere: “in giro a far assaggiare il suo vino”. Sorrido e provo già ad immaginare il personaggio. In pochi minuti Jacopo torna e mi presento. Ci eravamo sentiti più volte al telefono e ora diamo un volto all’altro capo della cornetta. Lui è energico, esuberante, pieno di passione e comincia subito a raccontarmi la sua storia.

L’azienda di famiglia nasce come agrituriturismo nel 1994, a Controguerra. Ospitalità e vita contadina con la coltivazione di olivo, uva, grano e altri ortaggi, nel pieno rispetto della terra. Successivamente arriverà anche la certificazione Biologica. Nel 2000 viene ristrutturata la cantina e si comincia ad imbottigliare vino. Jacopo, diplomato in Biologia, inizia a partecipare attivamente nel 2014, dopo gli studi. La sua impronta trasforma il modo di produrre vino con un approccio naturale. Fermentazioni spontanee, nessun enzima, niente chiarifiche e filtrazioni. Solo una piccola aggiunta di solforosa all’imbottigliamento. I risultati cominicano ad arrivare con vini sempre più apprezzati.

Mentre Jacopo parla mi rendo conto che ha in mano una bottiglia verde da litro. Leggo l’etichetta, “FunCool” e scoppio a ridere. Mi racconta che è la sua ultima creazione. Ha voluto fare un vino giovane, da bere subito, con macerazione carbonica e che è dedicato ai vari enofenomeni, spocchiosi e noiosi, chiusi nei loro labirinti mentali di lieviti selezionati, minotauri biogeni e gomme arabiche. Se qualcuno non aveva ancora capito la filosofia dell’azienda, ciò toglie ogni dubbio :).

Tornando seri, mi racconta che per lui la terra è tutto. Viverla e coltivarla esige rispetto. Invece, l’utilizzo dei prodotti chimici, vuol dire disprezzarla, depredarla dei suoi nutrimenti, ucciderla. Concordo pienamente.

Bene, dopo questa bella chiacchierata è arrivata l’ora di dare spazio agli assaggi. Jacopo mi guarda e mi dice “posso raccontarti tante cose ma bevendo i miei vini capirai molto di più”!

FUN COOL, rosso carbo 2019. Rosso giovane ottenuto tramite macerazione carbonica. il risultato è un vino fruttato, immediato, tremendamente beverino. Come dice Jacopo, da bere non al calice ma al bicchiere da cantina. Dedicato agli enofighetti che si riempiono la bocca di termini così maledettamente complessi ;).

MIGRANTE 2018. Pecorino 100%. Al naso colpisce per le note di fiori di zagara e quelle agrumate. Il sorso è fresco e scorrevole che invoglia di continuo alla beva. Una delle migliori espressioni di Pecorino che abbia mai provato.

LUCIGNOLO 2017. Trebbiano e Malvasia con lunga macerazione sulle bucce. Fermentato in Anfora. Di colore tendente all’ambra. Al naso si esprime su note di fiori di sambuco, pesca, nespola e spezie. In bocca è avvolgente pur conservando una notevole freschezza. Finale lungo con retrogusto iodato e amarognolo.

BRISCOLA E TRESSETTE 2018. Cerasuolo d’Abruzzo DOC da uve Montepulciano d’Abruzzo 100%. Si esprime con sentori di rosa, ciliegia e melograno. Al palato colpisce per la sua freschezza e mineralità. Un’altro vino dalla grande beva. Il nome è dedicato al nonno di Jacopo che soleva giocare a carte in osteria.

CAFONE 2018. Montepulciano d’Abruzzo 100%. Fermenta in acciaio a contatto con le bucce per circa 10 gg. Rosso rubino. Sentori floreali e fruttati. Gioca la sua beva su sapori decisamente fruttati regalando al palato ciò che ha già promesso al naso. E’ questa la forza dei vini veri. Soldati diceva che sono riconoscibili immediatamente, dal passaggio olfattivo- gustativo “senza scalini”.

Jacopo ci tiene a sottolineare la scelta del nome. Cafone, infatti, oggi è utilizzato in termini dispregiativo, ma l’etimologia della parola è tutt’altra. Diverse sono le tesi. La più accreditata è che deriva da cavare la terra, zappare. Un’altra sembra indicare l’origine da abitanti delle colline campane che scesero in pianura per acquistare bestiame con delle funi, indicati come “chill co a fune”. Curiosità ed etimologia a parte, questo vino è strepitoso.

IDILLIO 2016. Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG. Fermentazione con permanenza sulle bucce per circa 14gg. Successivamente affina in grandi botti di rovere per 24 mesi. Di colore rosso rubino impenetrabile con lievi riflessi granati. Delizia l’olfatto con rose rosse, mirtillo, amarena sotto spirito, tabacco e cioccolato fondente. Il sorso è caldo e sostenuto da una buona acidità e tannicità.

Con questo ultimo vino termina la degustazione. E’ stato un piacere poterli degustare con Jacopo così motivato e appassionato nella loro descrizione. Una vera forza della natura!

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