IL GRILLO

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Il Grillo è un vitigno a bacca bianca autoctono siciliano.

UN PO’ DI STORIA In realtà, sembrava essere originario della Puglia e i primi documenti ufficiali della sua presenza in Sicilia risalivano a fine Ottocento. Una ricerca, avviata nel 2003 e frutto della collaborazione tra il centro per la valorizzazione della filiera vitivinicola e l’assessorato regionale all’Agricoltura, ha però dato un risultato diverso e per certi versi sorprendente.

Infatti, sul finire dell’Ottocento, il Barone Antonino Mendola, agronomo e ampelografo che si dedicava allo studio delle viti, creò un ibrido da Catarratto e Zibibbo al fine di dare origine ad un vitigno capace di apportare maggiore aromaticità per la produzione del Marsala. Tale ibrido era, appunto, il Grillo. L’atto di nascita si ritrova, proprio, in un documento scritto dallo stesso Mendola:

“seme di Catarratto bianco fecondato artificialmente col Zibibbo nella fioritura del 1869 nel mio vigneto Piana dei Peri presso Favara; raccolto a 27 agosto dello stesso anno; seminato in vaso a 3 marzo 1870 e nato verso il 20 maggio. Nel 1871 osservando nel vaso 105 una piantolina ben distinguersi tra le molte sue consorelle per vigore e colore delle foglie e più per tormento, trassi una piccola mazza e la innestai nel febbraio 1872 sopra un robusto ceppo di Inzolia nera onde affrettare la fruttificazione e così ebbi il piacere di gustarne i primi grappoli nell’autunno 1874. Dedico questa pianta al chiariss. Ing. G. B. Cerletti, direttore della Stazione Enologica di Gattinara”. 

La ricerca, oltre a dimostrare l’origine del Grillo ne individuò due biotipi: uno più fresco e simile per certi versi al Sauvignon Blanc e uno più potente e dal grado zuccherino più elevato.

Più tardi, negli anni Trenta del Novecento, il Grillo occupava circa il 60% dell’intera superficie vitata siciliana. Tale percentuale è andata, poi, scemando man mano, ma dagli anni ottanta ha rivissuto un nuovo incremento ed è cominciata la vinificazione in purezza e non solo per ottenere vino base per il Marsala.

IL GRILLO OGGI Diffuso soprattutto nella Sicilia occidentale gioca un ruolo importantissimo nella produzione del Marsala DOC essendo il vitigno più utilizzato, a volte, insieme a Catarratto e Inzolia.

Una curiosità che ho appreso durante la visita della cantina di Marco de Bartoli è che lo stesso credeva moltissimo in questo vitigno tanto da utilizzarlo in purezza per la produzione del suo Marsala negli anni ottanta a dispetto della tendenza di allora e a differenza di altre cantine che utilizzavano, invece, principalmente Catarratto e Inzolia. De Bartoli stimava e amava la caratteristica del Grillo di dare vini con un elevato contenuto alcolico e con buon potenziale di invecchiamento, freschezza e sapidità.

CARATTERISTICHE DL VITIGNO E DEI VINI Il Grillo possiede una buonissima vigoria e resiste bene a clima caldi e siccitosi. Ha, inoltre, una buona resistenza alla Peronospera ma non all’Oidio. Il grappolo è alato, conico e di media compattezza. Gli acini sono di piccola dimensione con una buccia spessa e pruinosa il cui colore è giallo-verdognolo con tendenza al rossastro verso fine maturazione.

I vini ottenuti da uve Grillo sono in genere di colore giallo paglierino scarico. Al naso regalano note floreali, fruttate e agrumate. Il sorso è scorrevole, fresco, sapido e minerale.

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