IL VINO E LA GUERRA DEI DAZI

In questi giorni potrebbero arrivare notizie brutte per i prodotti italiani più esportati. Dalla disputa, infatti, Boeing – Airbus, a uscirne perdenti potrebbero essere i nostri prodotti di punta. Ma che c’entra, direte voi, il settore aerenautico con quello del cibo made in Italy? In Aprile Trump aveva twittato ritorsioni a seguito di verifiche del WTO sugli aiuti europei ad Airbus, diretto concorrente della Boeing. Il WTO stesso, in seguito aveva autorizzato gli USA ad applicare dazi in diversi settori per un valore massimo di 7,5 mld di dollari. Già in ottobre, Trump aveva aumentato i dazi del 25% su alcuni prodotti e aveva colpito, tra gli altri, i vini francesi ad esclusione dello Champagne, il Grana Padano, il Parmiggiano reggiano e i liquori italiani. Ora, però, è nell’aria un aumento fino 100% e a farne le spese potrebbe essere soprattutto l’Italia del vino e altri prodotti agro-alimentari. Questa batosta potrebbe colpire pesantemente il nostro paese anche se in fin dei conti non partecipa nel consorzio europeo Airbus (solo Francia, Germania, Regno Unito e Spagna). Ma vediamo meglio.

La nuova lista paventata da Trump interessa i due terzi del valore totale dell’export italiano in USA che vale ad oggi circa 4,5 miliardi di Euro e ha registrato una crescita nel 2019 del 13% rispetto all’anno precedente.

In questo contesto, il vino rappresenta da solo 1,5 mld di Euro, in crescita, nel 2019, del 5% rispetto sempre all’anno precedente. Sarebbe un colpo non da poco che rischia di colpire in maniera diretta produttori ed esportatori con ripercussioni notevoli sulle loro imprese.

Nel mirino, e a rischio, anche prodotti come olio e pasta.

Oggi Phil Hogan, commisario UE al commercio è in missione in USA per scongiurare questa catastrofe e cercare di porre freno ad una vera e propria guerra commerciale voluta da Trump in seguito alle vicende nel contesto aereonautico.

Non ci resta che seguire la vicenda e sperare nel buon senso. Ce l’avrà Trump?

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