GLI SPUMANTI D’ABRUZZO PUNTANO SUGLI AUTOCTONI

Si è appena conclusa la seconda edizione di SPUMANTITALIA. L’evento si è riconfermato come un punto di riferimento per la produzione spumantistica italiana, con degustazioni, convegni e talk show. Tanti gli argomenti di discussione, tra cui tematiche ambientali, produttive e di promozione. Ne esce un quadro nettamente positivo con una crescita delle esportazioni di spumanti italiani che si attesta, nel 2019, intorno al 6% rispetto all’anno precedente. Da Abruzzese mi ha colpito la discussione intorno alla nostra produzione spumantistica che si sta focalizzando, con forza sempre maggiore, intorno ai vitigni autoctoni. Trebbiano, Cococciola, Passerina, Pecorino e Montonico si stanno rivelando vitigni preziosi per elaborare vini rifermentati con Metodo Martinotti e Classico. A conferma delle potenzialità di questi vitigni è nato anche un progetto “VIN.CO” appoggiato dalle maggiori cantine abruzzesi e coadivato dal contributo dell’Università di Teramo, che si pone l’obiettivo di coordinare gli sforzi dei singoli produttori per aumentare il valore aggiunto del prodotto finale e rendere quest’ultimo ambasciatore del territorio Abruzzese.

Ma aldilà dei progetti, ho potuto constatare, personalmente, negli ultimi anni, una dedizione crescente e una voglia di scommettere sullo spumante prodotto con i nostri vitigni autoctoni da parte di tantissimi produttori. Tra quelli che considero di qualità eccelsa c’è Eredi Legonziano che con una dedizione univoca e imprescidibile per la qualità si dedica alla produzione di Spumanti Metodo Classico che arrivano fino a 84 mesi di sosta sui lieviti. Tra i produttori emergenti possiamo, poi, annoverare Fausto Zazzara che a Tocco da Casauria ha da poco dato vita ad una cantina dedicandosi esclusivamente alla produzione di Metodo Classico.

Tanti, ancora, anche i produttori artigianali e “naturali” che si stanno appassionando a questo segmento approcciandolo con il Metodo Ancestrale, una sorta di progenitore del Metodo Classico.

Insomma, la voglia è tanta e la passione non manca, per cui nei prossimi anni ne vedremo delle belle e tutto fa ben sperare per un futuro roseo e una crescita dello Spumante Abruzzese alla conquista dei mercati nazionali e internazionali.

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