CA’ DEL CONTE

I VINI DI PAOLO E MARTINA MACCONI

Qualche giorno fa, durante un evento, vedo una banchetto di una cantina che non avevo mai sentito prima. Incuriosito mi avvicino e cerco di scoprire di più. Conosco Paolo, proprietario e vignaiolo. La cantina sorge a Rivazzano Terme (PV), immersa nelle cantine dell’Oltrepò Pavese e sostanzalmente di fronte i Colli Tortonesi del confinante Piemonte.

Paolo Macconi, insieme a sua moglie ha iniziato la sua avventura nel 2003. 20 ht di cui 16 vitati e il resto occupati da frutteti e un bosco. La tenuta sorge su suoli originatesi nel periodo Messiniano-Tortoniano e sono composti da una formazione marnosa, argillosa in superficie e arenaceo sabbiosa più in profondità, con infiltrazioni sulfuree.

Qui si coltivano Riesling, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot Nero e Timorasso seguendo metodi biologici ed escludendo qualsiasi ricorso alla chimica di sintesi. In cantina la scelta ricade verso fermentazioni spontanee senza controllo delle temperature e, anche per i bianchi, fermentazioni in rosso che permettono di ottenere orange wine dal gusto rustico e territoriale che ci fanno scoprire l’anima selvaggia dell’Oltrepò Pavese.

Scopriamo insieme tutti i vini di Paolo. Vi preannuncio che sono stati per me una scoperta incredibile e mi hanno sorpreso tantissimo. In ogni singola bottigia ho ritrovato una vera e propria espressione del territorio di origine, senza fronzoli e artefizi!

MAGUSH 2013 Metodo Classico. Pinot bianco 60%, Chardonnay 40%. Vini base vinificati separatamente con macerazione pellicolare di 100%. 70 mesi di sosta sui lieviti. Bollicine fini e persistenti. Profumi decisi e intensi di frutta tropicale come mango e papaya, erbe aromatiche e crosta di pane.In bocca è stuzzicante e sfizioso con un’ottima acidità che ne facilita la beva. Un metodo classico Orange da paura!

FENICE 2018. Chardonnay 100%. Dopo la fermentazione il vino continua la macerazione con le bucce per circa 30 giorni e, poi, sosta in contenitori di vetroresina fino all’imbottigliamento. Nessuna filtrazione o chiarifica. Al naso si esprime con note di albicocca candita, buccia d’arancia, miele d’acacia e mandorla amara. Il sorso è carico, denso e sapido, il tutto sostenuto da una bellissima spalla acida. Finale lungo e minerale.

OPULUS 2018. Pinot bianco 60%, Chardonnay 40%. Vinificazioni separate delle uve con lunga macerazione pellicolare e poi assemblaggio dei vini. Erbe aromatiche, frutta matura, note agrumate e fichi secchi. Il sorso è fresco e prepotente. Il liquido invade il cavo orale lasciando nel finale un retrogusto amarognolo. Gran bel vino!

NOAH 2018. Timorasso 100%. Il nome vuol dire Noè ed è stato scelto per una curiosa storia che vale la pena raccontare. Il primo anno di impianto del vigneto una bomba d’acqua ne distrugge metà. Pazientemente, l’anno successivo, Paolo reimpianta e un’altra bomba d’acqua distrugge ancora mezzo vigneto. Ma la costanza e la perseveranza fanno si che alla fine il vigneto si sviluppi sano. Quindi, come Noè sopravvisse all’alluvione, così questo Timorasso è sopravvissuto all’impeto della natura.

Di coloro giallo ambra. Al naso delizia con sentori di uva appassita, frutta disidratata, miele di castagno e spezie. In bocca è denso e pastoso e gioca la sua forza sull’equilibrio e il giusto bilanciamento tra durezze e morbidezze.

NUVOLA BIANCA 2018. Pinot bianco 50%, Chardonnay 40%, Riesling 10%. Fermentazione spontanea senza controllo delle temperature. Le bucce restano a contatto con il mosto per circa 40 giorni dopodiché il vino affina in botti di rovere di 4° passaggio. Intenso con note di fiori secchi, mela cotta, timo e maggiorana. Il sorso è succoso con una interessantissima trama minerale.

ASTROPINOT 2018. Pinot nero 100%. Fermentazione spontanea. Il vino resta a contatto con le parti solide per circa 25 giorni dopodiché sosta in botti di vetroresina fino all’imbottigliamento. Delizia l’olfatto con sentori di ribes nero, prugna e mora selvatica. Pian piano amplia il proprio bouquet con note speziate e tostate. Al palato si presenta con una buona struttura, schietto e diretto. Fine la trama tannica. Finale lungo. Un Pinot nero, davvero, diverso dai soliti canoni e con gran carattere!

Come anticipato in precedenza, vini spaziali e caratteristici. Tutti rigorosamente senza solforosa aggiunta e con dentro l’anima vera dell’Oltrepò Pavese. Grazie Paolo per la spendida degustazione e complimenti per il tuo gran lavoro!

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