CASCINA DEGLI ULIVI

Cascina degli Ulivi è una di quelle aziende che non hanno bisogno di presentazione. Qualche tempo fa ho avuto il piacere di degustare i loro vini e, allora, oggi proviamo a raccontare qualcosa per conoscere meglio questa realtà.

Nel 1975 Stefano Bellotti decide di trasferirsi da Genova in campagna, sulle colline di Novi Ligure, per ridare vita ad una vecchia Cascina da sempre appartenuta alla sua famiglia. Parte con non più di un ettaro di vigneto e con qualche altro terreno dove coltivava grano e ortaggi. Ma i terreni di argille rosse, acido ferrose, non sono così generosi e la sua produzione di frutta, verdura e cereali era limitata, non consentendo un’adeguata sostenibilità economica. Decide così di buttarsi totalmente nella viticoltura, avendo tra l’altro la fortuna di avere come vicini, vecchi contadini che conservavano ancora il sapere ancestrale della vinificazione. Per tutta la sua vita, Stefano, ha considerato quanto imparato a quei tempi, come il suo capitale più importante.

Piano piano aumenta gli ettari vitati. A quei tempi il mondo del vino era in piena rivoluzione e la tecnologia e la chimica stavano cambiando il modo di produrre. Stefano Bellotti, però, capisce che non era quello che voleva e sceglie sin da subito un approccio biologico, in controtendenza con il trend del momento. Non mancarono i detrattori e le difficoltà, si sentiva quasi solo. Poi conobbe Luigi Brezza, che lo introdusse ai metodi di Steiner e alla biodinamica. Da li in poi fece la conoscenza di altri vignaioli che la pensavano come lui sia in Italia che all’esteroi e, incoraggiato da ciò, continuò ancora più imperterrito sul suo cammino.

Quella di Stefano è una storia fatta di ostinazione, convinzione e rivoluzione. In poco tempo arriva a 22 ettari vitati, allarga la sua produzione ad altri prodotti agricoli e si dedica anche all’allevamento. Conosce vignaioli come il francese Nicolas Joly, ne sposa la causa aderendo a Reinassance des Appellations e diventa presidente del filiale Italiana dell’Associazione. Bellotti può essere considerato il pioniere del vino naturale in Italia. Ha scritto libri e preso parte al documentario di Jonathan Nossiter “Resistenza Naturale”, una sorta di manifesto del vino prodotto con metodi genuini.

Stefano Bellotti è un esempio che fa capire il vero mondo del vino naturale. Ad oggi, spesso si parla di mode, ma in realtà produrre vino senza sofisticazioni è una vera e propria filosofia. Uno stile di vita. Si ama, la natura, la si rispetta e quindi si applica questa visione anche al modo di produrre vino.

Spesso sento parlare persone che obiettano il termine naturale. I detrattori, infatti, molto di frequente si appigliano ai termini dicendo che non esiste vino naturale in quanto la natura non fa vino. Dico a queste persone che non hanno capito nulla, ribadendo che è una filosofia. Fare vino senza artefizi è un percorso in salita, fatto di fatica nei campi, vita contadina e tanta tanta passione. Ci vuole talento, “il manico” per usare un espressione non propriamente italiana ma che rende l’idea.

Stefano Bellotti, dopo una vita dedicata all’agricoltura, purtroppo ci ha lasciati nel 2018. Cascina degli Ulivi è oggi condotta da sua figlia Ilaria con la stessa passione, determinazione e ostinazione, convinta che lavorare in sintonia con la natura sia l’unico modo di fare questo mestiere.

Scopriamo ora i vini. Nella degustazione, sono stato guidato da Filippo, che mi ha saputo descrivere e fatto cogliere in pieno lo stile di Cascina degli Ulivi.

SEMPLICEMENTE VINO – BELLOTTI BIANCO 2018. Cortese 100%. Buona complessità aromatica con note di erba appena tagliata, biancospino, pesca gialla e timo. In bocca è fresco e appagante. Un vino da tutti i giorni per poter accompagnare i pasti quotidiani!

FILAGNOTTI 2012. Cortese 100%. Da uve provenienti da un vigneto di circa 60 anni situate all’interno di un bosco e su terre rosse argillo-ferrose molto acide. Fermenta e affina in botti di acacia. Si presenta di colore giallo paglierino. Delizia il naso con sentori di camomilla, pesca gialla, rosmarino e una delicata sensazione minerale. Il sorso è morbido e avvolgente.

FILAGNOTTI 2010. I sentori sono intensi come nel 2012, ma con un accenno speziato dolce e una mineralità più marcata. Anche questo vino è un esempio di come i vini da uve cortese abbiano, se ben lavorati, una buona longevità.

MONTEMARINO 2012. Cortese 100%. Fermenta e affina in botti di rovere. Prende il nome dal colle dove sono posizionati i vigneti, che a sua volta si chiama così perchè è sferzato da tutti i venti marini. Al naso è intenso e complesso con note di frutta a polpa gialla matura, timo e nocciola. In bocca è sapido e pungente con un buonissimo equilibrio. Lungo finale ammandorlato.

MONTEMARINO 2010. Simile al 2012 ma con una nota iodata pazzesca e molto piacevole.

A DEMUA 2016. Prodotto a partire da 9 varietà di uve raccolte contemporaneamente. Macerazione sulle bucce di 9 mesi a cappello sommerso. Il naso è impreziosito da sentoridi biancospino, melone, pesca bianca, maggiorana e una discreta mineralità. In bocca è corposo e pieno con un lieve accento tannico. Buonissimo vino che soddisfa pienamente il palato dando una sensazione di pienezza gustativa.

LA MERLA BIANCA 2004. Sauvignon Blanc 50%, Gewurztraminer 50%. Dopo la fermentazione affina sui propri lieviti, in botti scolme, per 18 mesi. Di colore giallo dorato intenso. Si esprime su note di ginestra, gelsomino, pesca e ananas con sfumature minerali e ossidate. Un vino che può durare per anni. E questo 2004 ne è la prova!

SEMPLICEMENTE VINO – BELLOTTI ROSA 2018. Merlot 100%. Fermenta spontaneamente in grandi botti di rovere. Il naso è immediato con note di lampone, ciliegia ed erbe aromatiche. In bocca è dinamico con una facilità di beva incredibile.

SEMPLICEMENTE VINO – BELLOTTI ROSSO 2018. Barbera 60%, Dolcetto 35% e altri vitigni. Il 20% delle uve è lavorato con macerazione carbonica (Grappoli interi in tini chiusi). Al naso è vinoso e fruttato. In bocca è immediato con un gusto tutto giocato sulla frutta. Incredibilmente beverino.

NIBIÔ DOLCETTO 2014. Prodotto a partire da uve Dolcetto a graspo rosso che in dialetto Piemontese viene chiamato “Nibiô“. Di colore rosso rubino impenetrabile. Si esprime su note di fiori rossi, piccola frutta rossa e sottobosco. Il sorso è strutturato e con una buona acidità che lo rende abbastanza equilibrato. Sicuramente ha molta capacità di evoluzione e regalerà sensazioni ancora migliori in futuro.

NIBIÔ PINOLO 2010. Matura due anni in tonneau di rovere. Il naso è complesso con sentori di violetta, amarena sotto spirito, cioccolato fondente e una sottile vena minerale. Il sorso è equilibrato. Accarezza il palato lasciando una lieve nota tannica ma per nulla invasiva.

MOUNBE 2012. Barbera 85%, Dolcetto 10% Ancellotta 5%. Possiede una buona intensità aromatica con note di ciliegia, prugna mora e tabacco. Il sorso è fresco, controbilanciato da un buon tenore alcolico e da un’ottima struttura. Tannini morbidi e finale lungo.

ÉTOILE DU RAISIN 2007.Prodotto a partire dagli stessi vitigni del Mounbé. Fermentazione alcolica e malolattica con lieviti naturali in botti di rovere da 25/30 hl, affinamento sulle fecce fini per 12 mesi e poi in tonneaux da 500 e 700 l. per altri 36 mesi. Al naso è intenso e complesso, Si apre minuto dopo minuto regalando nuove emozioni ed esprimendosi con note di rosa rossa appassita, amarena in confettura, spezie dolci, cioccolato e tabacco. In bocca è potente ed equilibrato. Entra nel cavo orale per non lasciarlo mai più: lunghissimo ed interminabile con nota balsamica nel retronasale.

Ringrazio Filippo per il tempo dedicato, la pazienza, la cortesia e la bravura nel trascinarmi all’interno del mondo di Cascina degli Ulivi. Una degustazione che non dimenticherò mai!

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