LA FRANCIA RICONOSCE I VINI NATURALI

Dopo una battaglia durata quasi dieci anni, i vignaioli naturali di Oltralpe sono riusciti a portare a casa il risultato, ovvero il riconoscimento di una denominazione che identifica il “vino naturale” da parte del Ministero dell’Agricoltura, dell’INAO (Istituo per l’origine e la qualità) e dell’Ufficio di Controllo Frodi. Tale risultato è stato possibile anche grazie alla costituzione, nell’Ottobre 2019 del Sindacato per la difesa dei vini naturali, nato proprio con lo scopo di accellerare il processo iniziato una decade fa.

I vini potranno essere messi in commercio sotto la dicitura “Vin Méthode nature” e il disciplinare prevede dei requisiti essenziali che chiariscono definitivamente al consumatore cosa vuol dire vino naturale. Negli ultimi anni, infatti, il settore è stato oggetto di accese discussioni che hanno creato molta confusione nel consumatore finale.

In sostanza, i vignaioli aderenti si impegnano al riconoscimento di una CARTA di intenti articolata in dodici punti:

1) Tutte le uve utilizzate per la produzione devono provenire da Agricoltura Biologica certificata (Nature&Progrés, AB) o aleno al secondo anno di conversione.

2) Raccolta manuale delle uve

3) Utilizzo di soli lieviti indigeni

4) Nessuna aggiunta di additivi di qualsiasi natura

5) Nessuna modifica della composizione dell’uva

6) E’ vietato il ricorso a pratiche invasive (osmosi inversa, foltrazione, filtrazione tangenziale, pastorizzazione flash, termovinificazione, etc.)

7) Nessun solfito aggiunto prima e durante la fermentazione. E’ possibile l’aggiunta di SO2, fino al raggiungimento di un limite <30mg/l, in fase di imbottigliamento. Sono previsti due loghi da utilizzare per chi non usa solforosa e per chi la usa.

8) Negli eventi dedicati al “Vin Méthode Nature” gli organizzatori e i viticoltori si impegnano a presentare la CARTA di intenti insieme alle loro bottiglie. I commercianti di vino indipendenti sono invitati a fare la stessa cosa.

9) Utilizzo di un logo identificativo

10) Ogni produttore si impegna a fornire un’autocertificazione sul metodo di produzione “Vin Méthode Nature” su base annuale.

11) Le cuveè che non rientrano nella carta “Vin Méthode Nature” devono essere chiaramente identificabili (per chi produce anche altre tipologie).

12) I produttori aderenti si impegnano a rendere pubbliche e accessibili tute le informazioni

Seppur la Carta non accontenterà tutti, si tratta di un notevole passo avanti che porta un po’ di chiarezza e sicurezza per i consumatori. Quando succederà nella nostra Italia? Si spera che ciò sia di esempio per un’accellerazione dei lavori anche nel nostro amato paese.

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