BERE PER NON AFFONDARE

All’inizio dell’emergenza Coronavirus, Florian Schuhmann Irshik, giovane vignaiolo e proprietario di una cantina in Austria, Quantum Winery, ha notato subito come le realtà più colpite nel mondo del vino, dal punto di vista economico, erano i piccoli distributori indipendenti, le enoteche e i ristoranti. Secondo il suo punto di vista, il vignaiolo, conserva comunque un asset, il suo vino, che potrà rivendere successivamente, ma le attività a contatto con il consumatore finale non avendo nulla da vendere, subiscono nell’immediato un danno economico e possono andare in difficoltà. Quelle stesse attività che, negli anni, hanno scommesso sui piccoli viticoltori artigiani come lui aiutandoli ad emergere in un mondo, ormai dominato dal vino industriale. Florian ha subito sentito il bisogno di fare qualcosa per aiutare l’indotto e ha dato vita ad una iniziativa molto semplice quanto funzionale: mettere a disposizione alcune bottiglie di vino destinando il ricavato alle realtà in sofferenza.

Nasce così DRINKING AGAINST SINKING, bere per non affondare. Florian coinvolge, in primis l’amica vignaiola, Maria Koppitsch e in breve la sua iniziativa è sposata da più di cento colleghi, non solo austriaci ma di tutte le nazionalità. Il primo ad aderire fuori dall’Austria è stato Milan Nestarec (Repubblica Ceca), seguito subito da una ventina di suoi connazionali, segno dello spirito di collaborazione che si instaura quando si lavora con piccole aziende a conduzione familiare.

Le caratteristiche dell’iniziativa sono molto semplici:

ogni vignaiolo può decidere, in autonomia, quante bottiglie donare.

il costo minimo di ogni bottiglia al consumatore finale è €20.

Le bottiglie andranno vendute con un’etichetta unica per tutti (vedi foto sopra) scaricabile dal sito web dell’iniziativa.

tutto il ricavato della vendità, escluse le spese vive,come ad esempio i diritti di dogana in caso di esportazione, sono donate ai distributori, ristoranti e altre attività bisognose.

l’unico requisito delle cantine aderenti è produrre “vino naturale”, o in extremis, essere almeno in regime biologico.

Anche l’Italia ha risposto al grido di aiuto lanciato da Florian. Le cantine che hanno aderito sono:

ABRUZZO – Matita Wines, Menicucci CAMPANIA – Podere Veneri Vecchio CALABRIA – Nasciri EMILIA ROMAGNA – Podere Cervarola, Terrevive Bergianti, Saccomani LAZIO – Maria Ernesta Berucci, Podere Orto, I Chicchi, Cantina Ribelà LOMBARDIA – Nicola Gatta Metodo Classico, Vigne del Pellagroso PIEMONTE – Carussin, Cascina Boccaccio PUGLIA – Cantina Pantun, Vini Pietrocavallo SICILIA – Frank Cornelissen, Elios Sicily, Le Sette Aje, Quattrocieli, Etnella TOSCANA – Castagnini, Ranchelle TRENTINO ALTO ADIGE – Grawu VENETO – Tenuta L’Armonia, Mongarda, Siemàn, Cantina Martinelli, Nevio Scala

Ad oggi, si stima che l’iniziativa può superare 1 milione di Euro raccolti. Certo, una piccola goccia nel mare ma pur sempre una cifra che può aiutare tantissime persone a superare questo periodo.

Ora sta a te. Con il tuo prossimo acquisto di vino puoi prendere super bottiglie ad un prezzo onesto e aiutare chi ha bisogno. Cosa vuoi di più?

Per consultare l’elenco completo dei rivenditori visita il sito www.drinking-against.sinking.eu

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