OSSERVATORIO VINITALY: TUTTO TORNERA’ COME PRIMA

Rilasciata da poco la prima indagine dell’Osservatorio Vinitaly, condotta insieme a Nomisma Wine Monitor.

L’emergenza Coronavirus ha provocato un aumento dei consumi di vino acquistati tramite GDO e online, ma tale incremento non è riuscito a compensare l’azzeramento del canale Horeca, e di fatto siamo in una situazione di contrazione dei consumi stessi. Parlando di numeri, Il 55% dei consumatori non ha modificato le proprie abitudini, rispetto al 30% che li ha ridotti e il 14% che li ha, addirittura, aumentati. Dalla ricerca si evince che la quarantena pare abbia appiattito gli stimoli alla conoscenza con la ricerca di nuovi prodotti in calo rispetto a prima (dal 73% al 59%), la preferenza verso i vini sostenibili (dal 65% al 61%), la scelta verso piccoli produttori (dal 65% al 58%) e quella verso i vini da vitigni autoctoni (dall’81% al 76%)

Ma la ricerca, oltre a constatare questa situazione, fa ben sperare in una rapida ripresa e rivela, che, compatibilmente con la disponibilità economica, i consumi di vino, frenati dall’emergenza, torneranno ai livelli pre-Coronavirus già da fase 2.

Secondo l’indagine, l’80% degli intervistati, dichiara che i propri consumi torneranno ai livelli di prima. Percentuale che si alza ancora di più nella fascia Millenials, i quali prevedono un significativo aumento del consumo in particolare di vini “mixati”, a riprova della voglia di ritorno alla normalità con i consueti elementi aggreganti a partire dal prodotto e dai suoi luoghi di consumo fuori casa (ristoranti, locali notturni e wine bar).

Giovanni Mantovani, dg di Veronafiere, commentando la ricerca, ha detto : “se poco sembra modificarsi nelle abitudini di consumo – e questa è una buona notizia – le imprese del vino sono invece chiamate a profondi cambiamenti, alle prese con la necessità di reagire alle tensioni finanziare e allo stesso tempo di difendersi dalle speculazioni. ll mercato e i suoi nuovi canali di riferimento saranno le principali cure per un settore che oggi necessita di un outlook straordinario sulla congiuntura e di un partner in grado di fornire nuovi orizzonti e soluzioni. Come Veronafiere – ha concluso – da qui ai prossimi mesi vogliamo prenderci ancora di più questa responsabilità a supporto del settore“.

Un commento alla rilevazione è arrivato anche da Denis Pantini di Nomisma Wine Monitor: “per quanto il lockdown abbia cambiato modalità di acquisto e consumo di vino da parte degli italiani, il desiderio di tornare “ai bei tempi che furono” sembra prevalere sull’attuale momento di crisi e su comportamenti futuri che giocoforza saranno improntati ad una maggior precauzione e distanza sociale. Si tratta di un asset molto importante in termini di fiducia verso la ripresa e che va preservato soprattutto alla luce della imminente fase 2 anche perchè il crollo stimato sul Pil italiano per i mesi a venire rischia di avere impatti sui consumi in considerazione di una domanda rispetto al reddito che, nel caso del vino, risulta elastica e, come tale,a rischio riduzione in virtù della recessione economica”.

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