L’AVARENGO

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L’Avarengo è un vitigno a bacca nera, autoctono piemontese. E’ coltivato in tutta la fascia pedemontana del Piemonte nord-occidentale ma trova la sua vocazione nel Pinerolese.

UN PO’ DI STORIA Non si hanno notizie precise sulla sua origine. E’ citato per la prima volta nel 1852 da Incisa e nel 1877 da Di Rovasenda come vitigno coltivato nei dintorni di Pinerolo. Deve il nome alla sua scarsa produttività, all’avarizia appunto dal punto di vista dei frutti prodotti.

E’ stato registrato ufficialmente nel 1970.

CARATTERISTICHE DEL VITIGNO E DEI VINI L’Avarengo è caratterizzato da un’elevata vigoria vegetativa. Il grappolo è di grandezza media, compatto e alato. Gli acini, anch’essi di dimensione media sono di forma sferoidale con buccia spessa e pruinosa.

I vini, se vinificati in purezza, sono di colore rosso rubino trasparente. Al naso prevalgono sentori floreali e fruttati. Al palato risulta fresco con tannini poco marcati e tornano le note tipiche fruttate.

DENOMINAZIONI

Data la scarsa produttività, come detto precedentemente, la coltivazione dell’Avaregno sta quasi scomparendo.

Ad oggi rientra con una piccola quantità nel disciplinare della DOC Pinerolese. La particolarità è che per poter essere impiegato deve avere una resa al di sotto dei 100 qt/h e una gradazione minima di 10,5%.

Nel Pinerolese Ramie DOC, invece, la presenza minima di uve Avarengo deve essere del 15%.

E’ davvero raro incontrare un Avarengo vinificato in purezza. La maggior parte della produzione, resta casalinga.

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