I VINI DI DARIO PRINCIC

Ho vissuto 3 anni a Gorizia e ricordo la splendida cornice dei vigneti salendo in collina. A meno di 1 km da dove abitavo iniziava la strada che da Gorizia porta verso San Floriano del Collio, passando per paesaggi stupendi. Una delle prime località che si incontrà è Ossario, ad Oslavia, dove sorge la cantina di Dario Princic. Sei ettari vitati e una passione sfrenata per la viticoltura e l’agricoltura in generale. Dario è una persona che prende molto sul serio quello che fa. Produrre vino senza ricorrere a prodotti chimici è una filosofia. Secondo lui, e come darlgi torto, solo lavorando in sintonia con la natura si può ottenere un prodotto genuino espressione del territorio da cui proviene. Dario produce soprattutto vini bianchi seguendo uno stile che ha reso famosa Oslavia in tutto il mondo. Qui si applicano rigorosamente fermentazioni in rosso e tutti i vini sono frutto di medio-lunghe macerazioni sulle bucce. A seconda dell’annata si decide se aggiungere un minimo di solforosa oppure no. Sono vini capaci di sfidare il tempo e regalare a distanza di anni emozioni intense. Amo i vini di Dario e ultimamente ne ho bevuti due, acquistati tempo fa presso la sua cantina.

RIBOLLA GIALLA 2013 Fermentazione spontanea in tini aperti di legno e oltre 1 mese di macerazione sulle bucce, quindi il vino riposa e affina per circa 2 anni e mezzo in grandi botti di rovere. Il vino si presenta di colore giallo dorato con riflessi ambrati. Al naso emergono sentori di fiori appassiti, albicocca, pesca matura, miele di castagno e mandorla tostata. Il sorso è perfettamente bilanciato tra freschezza, sapidità, morbidezza e un lieve accenno tannico. Persistenza lunghissima con un piacevole retrogusto minerale. Una delle migliori Ribolla mai bevute.

JAKOT 2013 Da uve Friulano 100% appartenenti a vigneti di oltre 60 anni. Bassissime rese per ettaro. Il vino fermenta in tini aperti e poi resta a contatto con le bucce per circa 20 giorni. L’affinamento è svolto in grandi botti di rovere per oltre 30 mesi. Si presenta nel bicchiere con un colore scintillante tendente all’ambrato. Al naso è intenso e complesso con note di timo, rosmarino, pesca matura, frutta esotica, zenzero e cardamomo. Il sorso è fresco e avvolgente e il finale, lunghissimo, regala una deliziosa sensazione ammadorlata tipica del vitigno.

Curiosità: Jakot, altro non è che Tocai letto al contrario. Tocai era il vecchio nome del vitigno e del vino che, in seguito ad una disputa in ambito europeo con l’Ungheria, non è stato più possibile utilizzare da parte dei viticoltori Friulani.

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