IL NEBBIOLO

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Il nebbiolo è un vitigno, a bacca nera, autoctono del Piemonte.

UN PO’ DI STORIA Le prime citazioni scritte risalgono a tempi antichi quando Plinio il Vecchio, nel suo “Naturalis Historia” decanta le qualità del Piemonte settentrionale e delle sue colline dove viene coltivata buona uva che da ottimi vini. Nel I sec d.C., Columella, nel suo “De Rustica” descrive il nebbiolo parlando di “grappoli di uva nera che danno vini da località fredde”. Più tardi nel 1606, è Giovanni Battista Croce a catalogare il vitigno citando il “Nebiol” tra le specie diffuse nelle colline Torinesi.

Esiste, poi, una leggenda che narra di un monaco che curava un piccolo vigneto sufficiente a produrre vino per il suo fabbisogno. Una mattina, vide la vigna avvolta da una fitta nebbia e pensò si trattasse di un segno del Signore. Smise, così, subito di coltivarla per dedicare più tempo alle preghiere. Ma quando arrivò il periodo della vendemmia, la nebbia si diradò portando alla luce grappoli rigogliosi nonostante le mancate cure nella coltivazione. Da li ebbe origine il nome Nebbiolo.

Leggenda a parte una delle teorie sull’origine del nome vuole che questo sia dovuto alla presenza di abbondante pruina suigli acini mentre un’altra la riconduce al periodo di vendemmia, Ottobre, che sarebbe caratterizzato da fitte e frequenti nebbie nei vigneti.

Il Nebbiolo è conosciuto con diversi nomi tra cui Chiavennasca, Chiavennascone, Chiavennaschino, Marchesina, Nebiolo, Picotener , Picotendre, Picoultener, Spanna, Michet, Bolla e Prunenta.

CARATTERISTICHE DEL VITIGNO Il Nebbiolo possiede un grappolo medio-grande, piramidale e alato. Gli acini sono medio piccoli con buccia consistente e pruinosa di colore blu-nerastro.

Il germogliamento e la fioritura sono precoci mentre la maturazione è tardiv (seconda metà di Ottobre).

Il Nebbiolo risulta molto sensibile all’Oidio e alla Muffa grigia.

ZONE DI COLTIVAZIONE L’eccellenza della produzione del Nebbiolo, si concentra in Piemonte e più precisamente nelle Langhe nelle zone del Barolo e del Barbaresco. Qui nascono produzioni che hanno reso celebre il vino italiano nel mondo.

Nel Nord del Piemonte, divise dal fiume Sesia, si trovano, invece, le zone del Ghemme e del Gattinara dove il Nebbiolo è utilizzato in blend con il Vespolina. Ancora in Piemonte si trovano piccole produzioni a denominazione che sono in grado di far gioire i fan del vitigno e sono il Boca DOC (Nebbiolo in blend con Vespolina e Croatina)e il Bramaterra DOC (Nebbiolo in blend con Vespolina e Uva rara).

Fuori da Piemonte il Nebbiolo trova altre aree di elezione in Lombardia e più precisamente nella Valtellina, dove il vitigno assume il nome di Chiavennasca. Qui si producono (sotto la denominazione Valtellina Superiore DOCG) vini come il Sassella (dai tratti molto eleganti), l’Inferno (un vino di carattere e robusto), il Grumello (caratterizzato da nuonce minerali), il Valgella e lo Sforzato di Valtellina, un vino ottenuto da appassimento delle uve.

Sempre in Lombardia, merita di essere menzionato il paese di Carema, al confine con la Valle d’Aosta dove si pratica una viticoltura eroica e dove il nebbiolo che se ne ottiene risulta fine ed evoluto, con tanninni levigati e sentori di spezie orientali.

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