L'avventura e il sogno di Giammarco Antonuzzi e Clémentine Bouveron iniziano a divenire realtà nel 2004, con l’acquisto di tre ettari di terreno.
Siamo a Gradoli, nel Lazio, in quel lembo di territorio al confine con Tosca e Umbria e a pochi passi dal Lago di Bolsena.
La loro azienda, Le Coste, da allora ne ha fatta di strada e oggi si contano più di 18 ettari di cui quasi 10 impiantati a vigneto, e il restante tra bosco, seminativo e un uliveto.
L'approccio all'agricoltura è quello di restare in sintonia con la natura garantendo ecosostenibilità e biodiversità. Dal 2006 hanno ottenuto la certificazione biologica e applicano, anche, i principi di quella biodinamica.

I vitigni coltivati sono, soprattutto, quelli tipici dell'area tra i quali Ansonica, Aleatico, Roscetto, Malvasia, Procanico, Vermentino, Grechetto Rosso e molti altri. I suoli sono per lo più suolo sciolti, lapillosi, tufacei e ricchi di sostanze minerali e ferrose.
D'altronde siamo su territorio di origine vulcanica che tra l'altro permette di avere alcune vigne impiantate a piede franco. L'approccio in vigna riflette quello non interventista applicato in cantina. Il risultato sono vini freschi e pronti da gustare che rispettano il territorio e ci riportano indietro alle antiche tradizioni contadine.