Dysnomia 2018 Pistis Sophia

16,90

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COD: AA00032 Categorie: , Tag:

Tipologia: Bianco Macerato
Produttore: Pistis Sophia
Paese: Italia Regione: Abruzzo
Vitigni: Pergolone
Gradazione: 13,5%
Formato: 0,75 l

Vinificazione: Fermentazione spontanea con macerazione a contatto con le bucce per 30 giorni. Torchiatura in gabbia di rovere.

Affinamento: Riposo in acciaio inox fino a Maggio 2019 senza travasi, poi, 1 anno in bottiglia. Non contiene solfiti aggiunti.

Naso: Floreale e fruttato con una piacevole speziatura
Gusto: Buona acidità e corpo con tannini appena percettibili.
Abbinamenti: Formaggi semistagionati.

 

UNCONVENTIONAL WINE NOTES

Pergolone in purezza lasciato a contatto con le bucce per 30 giorni. Al naso è floreale e fruttato e il sorso è scorrevole e dinamico grazie alla buona spalla acida.

Non contiene Solfiti aggiunti.

Solforosa libera totale: 9 mg/l.

Si consiglia di servire ad una temperatura di 12°14°C.

CURIOSITA’: il Pergolone è, insieme al Moscato di Terracina, un’uva sia da tavola che da vino. Tutte le altre tipologie di uve sono o l’una o l’altra. 

Il Pergolone, un tempo diffusissimo nell’area di Ortona, veniva coltivato fino agli anni ’60 da quasi tutti i viticoltori del luogo in quanto a rese molto alte ed era richiestissimo in Francia per tagliare i vini del posto. Dopo gli anni ’60 subì un rapido declino a causa di scelte politiche che favorirono altre colture ed altri vitigni, spesso non autoctoni. Negli ultimi anni è stato riscoperto ma da pochissimi produttori e Pistis Sophia rappresenta il sostenitore maggiore di questo vitigno che è versatilissimo e, se sapientemente, trattato, può regalare vini di qualità eccezionale.

Brand

Pistis Sophia

Nel 2014, David Seccia decide di recuperare i terreni del nonno, a Ortona, in Abruzzo. 8 ettari con viti, ulivo e seminativo. Il vigneto di 2, 5 ettari comprendeva viti dai 40 agli 80 anni. Siamo in una zona in cui molte famiglie posseggono vigneti e conferiscono le uve alle varie cantine sociali. David non ci sta. Vuole produrre vini suoi secondo i suoi canoni.

E che canoni. Qui siamo oltre la biodinamica per arrivare a quel tipo di agricoltura definita simbiotica In vigna si lavora con caolite, bentonite e infusi, come l'equiseto, l'artemisia e l'ortica.

Si utlizzano batteri e tricordemi per malattie come la peronospera e l'oidio seguendo il principo "fungo mangia fungo".

Si lavora, inoltre, con l'inerbimento per aiutare le viti nei periodi di siccità e si seguono i calendari lunari. Un approccio che tira in ballo scienza e tradizione. David, sin da subito, si ripropone di recuperare un vecchio vitigno, il Pergolone, molto diffuso in passato e poi abbandonato negli anni '80 a favore di altri vitigni.

Oltre a questo, coltiva anche Trebbiano, Montepulciano e Sangiovese. In cantina non c'è spazio per la chimica. I suoi strumenti sono una deraspatrice, un torchio e botti di acciaio, terracotta e legno.

David ama i vini macerati e tra i suoi "gioielli" troviamo molti "orange" a base di trebbiano e Pergolone. Vini unici e mistici, come il nome scelto per la Cantina: Pistis Sophia.

Il termine deriva da un vangelo gnostico e David lo ha scelto perchè rappresenta fede e saggezza. Come dice lui, solo quando ci credi fino in fondo, hai la capacità di realizzarlo!