Parthena legno 2018 Pistis Sophia

16,90

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COD: AA00030 Categorie: , Tag:

Tipologia: Bianco Macerato
Produttore: Pistis Sophia
Paese: Italia Regione: Abruzzo
Vitigni: Trebbiano d’Abruzzo 100%
Gradazione: 12,3%
Formato: 0,75 l

Vinificazione: Fermentazione spontanea con macerazione a contatto con le bucce per 20 giorni. Torchiatura in gabbia di rovere.

Affinamento: Riposo in botte di castagno fino a febbraio 2019, poi, 1 anno in Bottiglia. Non contiene solfiti aggiunti.

Naso: Margherita appassita, fichi secchi, frutta matura ed esotica
Gusto: Consistente, fresco e sapido con un finale lungo e ammandorlato.
Abbinamenti: Primi piatti di pesce.

UNCONVENTIONAL WINE NOTES

Trebbiano d’Abruzzo in purezza, macerato a contatto con le bucce e affinato in botti di castagno. Il risultato è un vino che si esprime su note di fiori appassiti, frutta secca e frutta esotica. Olè!

Non contiene Solfiti aggiunti.

Solforosa libera totale: 8 mg/l.

Si consiglia di servire ad una temperatura di 12°-14°C.

CURIOSITA’: grazie allo spessore della sua buccia (simile alla Ribolla gialla del Friuli venezia Giulia) il Trebbiano d”Abruzzo è un vitigno che si presta bene alla vinificazione in rosso (a contatto con le bucce).

Brand

Pistis Sophia

Nel 2014, David Seccia decide di recuperare i terreni del nonno, a Ortona, in Abruzzo. 8 ettari con viti, ulivo e seminativo. Il vigneto di 2, 5 ettari comprendeva viti dai 40 agli 80 anni. Siamo in una zona in cui molte famiglie posseggono vigneti e conferiscono le uve alle varie cantine sociali. David non ci sta. Vuole produrre vini suoi secondo i suoi canoni.

E che canoni. Qui siamo oltre la biodinamica per arrivare a quel tipo di agricoltura definita simbiotica In vigna si lavora con caolite, bentonite e infusi, come l'equiseto, l'artemisia e l'ortica.

Si utlizzano batteri e tricordemi per malattie come la peronospera e l'oidio seguendo il principo "fungo mangia fungo".

Si lavora, inoltre, con l'inerbimento per aiutare le viti nei periodi di siccità e si seguono i calendari lunari. Un approccio che tira in ballo scienza e tradizione. David, sin da subito, si ripropone di recuperare un vecchio vitigno, il Pergolone, molto diffuso in passato e poi abbandonato negli anni '80 a favore di altri vitigni.

Oltre a questo, coltiva anche Trebbiano, Montepulciano e Sangiovese. In cantina non c'è spazio per la chimica. I suoi strumenti sono una deraspatrice, un torchio e botti di acciaio, terracotta e legno.

David ama i vini macerati e tra i suoi "gioielli" troviamo molti "orange" a base di trebbiano e Pergolone. Vini unici e mistici, come il nome scelto per la Cantina: Pistis Sophia.

Il termine deriva da un vangelo gnostico e David lo ha scelto perchè rappresenta fede e saggezza. Come dice lui, solo quando ci credi fino in fondo, hai la capacità di realizzarlo!